I Moduli bianchi – particolare

SCULTURA CERAMICA

I MODULI, ogni modulo h cm 20, lungh. Cm 29, largh. cm 29. Scultura modulare in ceramica (1968)

Saranno i Moduli, elementi non più statici come le “ruote” del 1966, ma dinamici e liberi, a vincere il primo premio della manifestazione eugubina nel 1968, sezione della ceramica come pura espressione d’arte. Moduli in ceramica cubici, bianchi, senza struttura portante, che potevano essere combinati tra loro in forme differenti. Il critico Giulio Carlo Argan, presente in Biennale, apprezza l’opera e la definisce “arte libera”.
Nello stesso anno i Moduli vincono il Premio Cervia Internazionale della Ceramica e il Premio Piccola Europa di Sassoferrato (li espone nella versione bianca e verde scuro, unico esemplare), e sono esposti a Gualdo Tadino e alla XIV Triennale di Milano.

 

I Moduli bianchi

moduli scultura ceramica

I MODULI, ogni modulo h cm 20, lungh. Cm 29, largh. cm 29. Scultura modulare in ceramica (1968)

Saranno i Moduli, elementi non più statici come le “ruote” del 1966, ma dinamici e liberi, a vincere il primo premio della manifestazione eugubina nel 1968, sezione della ceramica come pura espressione d’arte. Moduli in ceramica cubici, bianchi, senza struttura portante, che potevano essere combinati tra loro in forme differenti. Il critico Giulio Carlo Argan, presente in Biennale, apprezza l’opera e la definisce “arte libera”.
Nello stesso anno i Moduli vincono il Premio Cervia Internazionale della Ceramica e il Premio Piccola Europa di Sassoferrato (li espone nella versione bianca e verde scuro, unico esemplare), e sono esposti a Gualdo Tadino e alla XIV Triennale di Milano.

 

Le ruote

casa museo elio cerbella

LE RUOTE, h 210 largh 58 cm: scultura in ceramica e metallo

Tra una manifestazione espositiva e l’altra, l’attività artistica di Cerbella subisce dei rallentamenti. Si dedica all’insegnamento in tutto il Centro Italia e alla sperimentazione di nuove tecniche di produzione di oggetti in ceramica per la fabbrica, orientata a superare le consuetudini legate alla tradizione artigianale.
Nel 1966, alla quarta edizione della Biennale di Gubbio, il ceramista sperimenta un nuovo linguaggio e si presenta con un’opera ispirata alla Pop Art: un’istallazione verticale con tre ruote che riprendono il cerchione del camion Fiat OM. Un oggetto comune inserito in un contesto dirompente, gli vale la menzione come miglior artista eugubino.
Si tratta di un elemento modulare, estrapolato da un contesto di forme industriali, nuovo per la poetica di Cerbella ma che segna la produzione successiva.

Pannello astratto – particolare

PANNELLO, 100 x 110 cm: pannello ceramico astratto con smalto mat (1964)

Elio Cerbella ottiene nel 1964 la segnalazione come il miglior espositore umbro, nella sezione della ceramica artistica, alla Biennale d’Arte di Gubbio, esponendo un pannello informale in argilla (conservato nella casa museo), caratterizzato dall’accostamento di più forme impresse nella materia, come sezioni di un albero. In questi anni Cerbella utilizza linguaggi diversi, dando volti nuovi alla ceramica a seconda delle proprie esigenze espressive. Sperimenta composizioni diverse degli smalti, ottenendo colorazioni particolari e originali.

Pannello astratto

PANNELLO, 100 x 110 cm: pannello ceramico astratto con smalto mat (1964)

Elio Cerbella ottiene nel 1964 la segnalazione come il miglior espositore umbro, nella sezione della ceramica artistica, alla Biennale d’Arte di Gubbio, esponendo un pannello informale in argilla (conservato nella casa museo), caratterizzato dall’accostamento di più forme impresse nella materia, come sezioni di un albero. In questi anni Cerbella utilizza linguaggi diversi, dando volti nuovi alla ceramica a seconda delle proprie esigenze espressive. Sperimenta composizioni diverse degli smalti, ottenendo colorazioni particolari e originali.

Fiore preistorico

Fiore preistorico - 1960

FIORE PREISTORICO, 110 per 110: pannello ceramico astratto (1960)

A partire dal 1960, Elio Cerbella partecipa regolarmente alla Biennale d’Arte della Ceramica di Gubbio, manifestazione in forte ascesa in quel decennio, accanto ad artisti come Leoncillo, Caruso, Abbozzo. Alla prima edizione espone la scultura in ceramica “Fiore preistorico”, oggi conservata nella sua casa museo.
L’argilla è segnato, quasi “colpito”, da linee profonde, e la materia, corposa e disomogenea, sembra ribollire in forme primitive. Un’opera che fa pensare, come rileva Stefano Cerbella nella sua tesi di laurea su Elio Cerbella (1998, Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia), alla «ricerca che, in quegli stessi anni, stava conducendo un noto artista come Leoncillo Leonardi che nei suoi lavori di questo periodo esternerà, (…) il concetto di argilla in quanto terra, custode e interprete della storia dell’uomo».

Vaso preistorico

Il “Vaso preistorico” è stato esposto insieme alla scultura “Il Fiore preistorico” alla Biennale del 1960 e appartiene ad una collezione privata.

Madonna della riappacificazione – retro con dedica

ceramica madonna oro su bucchero

La Madonna della Riappacificazione si chiama così perché Elio Cerbella la dona nel 1959 alla fidanzata Bianca, dopo un litigio. Sono gli anni in cui l’artista e artigiano eugubino vive a Roma, è molto impegnato con la scuola, ma torna spesso a Gubbio, dove l’aspetta la fidanzata, per lavorare nella fabbrica di famiglia.

Elio Cerbella graffisce sul retro dell’opera una dedica alla futura moglie.